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Tra carte e pagine
Contes pour les bibliophiles, Uzanne e Robida, Parigi 1895
1895: La fine dei libri. Octave Uzanne e il futuro del libro cartaceo
In un'epoca in cui il libro stampato sembrava il pilastro più solido della civiltà occidentale, qualcuno osò dire l'indicibile: i libri scompariranno. A scriverlo fu proprio uno dei bibliofili più raffinati del suo tempo, Octave Uzanne.
Nel suo racconto la letteratura abbandona la pagina e diventa voce, affidata al fonografo brevettato da Edison. Uzanne prevede anche che quella macchina diventerà portatile: l'audiolibro e l'ascolto in cuffia, immaginati nel 1895. Il paradosso è che la profezia esce dentro uno dei libri più sontuosi dell'epoca, stampato in 1030 copie.
Vittorio Imbriani, editore di se stesso
I diari, le lettere, il raro volume di Giuseppe Del Giudice del 1894 e le plaquette stampate in pochi esemplari: ritratto di uno scrittore che fece del libro un'arte personale.
Edoardo Pansini, testimone scomodo delle Quattro Giornate di Napoli
Le Quattro Giornate raccontate come moto spontaneo e unanime sono una narrazione comoda. Il reel su questo tema ha riaperto un dibattito mai chiuso.
Ippolito Cavalcanti e la Cucina teorico-pratica
Napoli 1837. Nei vicoli l'odore dominante è quello della sugna bollente, non quello delle cucine aristocratiche. In quel crocevia tra palazzo e strada compare un duca.
Editto contro la Massoneria, Napoli 1751
Il 10 luglio 1751 Carlo di Borbone vieta la società dei Liberi Muratori nel Regno di Napoli. Nessuna sommossa alle spalle: colpisce un'associazione ritenuta incompatibile con l'ordine pubblico.
Onorato Fava, l'Andersen del Mezzogiorno
Da Collobiano a Napoli: un intellettuale che raccontò la città con stile sentimentale e incantato, tra cronache giornalistiche e fiabe per bambini.
La rubrica
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Copertina art déco di George Auriol, 1895
